Ti osservo mentre arrivi all'appuntamento, io ti sto aspettando davanti ad un ristorante elegante; è sera, i tuoi passi sono lenti ma decisi, carichi della tua consapevole passione, un viso felicemente disteso che sprizza energia attraverso i tuoi occhi; già, i tuoi occhi, ogni volta che si fissano su di me è come se tutto il resto non esistesse. Ci sediamo a tavola, qualche scambio di parole, poche ma incisive, in un mix di sguardi e gesti sensuali; prendiamo il menù con la curiosità reciproca sulle scelte di ciascuno, come per cercare di conoscerci anche attraverso il cibo, non vogliamo perdere nessun dettaglio, ci piace essere totalmente ricettivi, aperti ad ogni stimolo. Io nel frattempo cerco di osservarti senza però infastidirti, cerco di carpire ogni tuo più piccolo dettaglio, di percepire ogni aspetto della tua immagine, come si osserva un bellissimo quadro d'autore. Le luci in sala sono tenui, cominciamo a mangiare conversando di ogni cosa che ci viene in mente ed io continuo ad osservarti senza farmi notare; mi scuote il modo con cui porti la forchetta alla bocca, lentamente, con classe ed eleganza, mi lanci uno sguardo mentre la forchetta esce piano piano dalle tue labbra; io riesco a malapena a staccare il mio sguardo da te, poi però cerco di ricompormi e riprendo il controllo di me stesso. Continuiamo a chiaccherare, il che mi permette di riprendermi un po'. Comincio a sentire caldo. Facciamo un brindisi, alla felicità, alla libertà, alla vita vissuta nel presente. Finiamo di cenare, stai camminando davanti a me verso l'uscita del ristorante, ed io non riesco a non immaginare il tuo corpo sotto l'abito che indossi così elegantemente, la mia immaginazione si arricchisce con lingerie di classe, provocante, mai volgare, scelta con minuziosa cura nei dettagli, come solo tu sai fare; ne fai quasi un'arte. Passeggiamo per le vie di Roma e conversiamo ancora, ognuno delle proprie vicissitudini, senza però rendere pesante la conversazione, riuscendo a mantere quella leggerezza che ci sta accompagnando per tutta la serata. Arriviamo così a casa tua, beviamo qualcosa, la conversazione si fa più confidenziale, ci scambiamo sorrisi, poi sguardi pieni di trepidante passione; io non resisto dal non posare i miei occhi sulle tue bellissime gambe sensuali e di nuovo mi balza alla mente l'immagine di te in lingerie, non riesco a togliermela dalla testa, vado matto per la lingerie elegante. Pian piano, mentre conversiamo, i nostri corpi si avvicinano, senza che ce ne accorgiamo, e cominciamo a percepire più intensamente l'erotismo e la passione; ci diamo reciprocamente sguardi fugaci alle labbra, non riuscendo a nascondere il desiderio di toccarle, e presto accade... il contatto delle labbra è sottile ma intenso, inizialmente le sfioriamo più volte, intervallando ad ogni contatto sguardi ravvicinati colmi di desiderio; ti guardo negli occhi, percepisco il tuo respiro di donna, mi fa impazzire, oramai non resisto più, è troppo per me, non posso controllare un desiderio così forte; cerco di conservare la delicatezza che mi distingue e inizio a baciarti lungamente sulle labbra e poi sul collo, sempre mantenendo in contatto le mie labbra con la tua pelle vellutata e profumata...
ti immagino scendere le scale; io ti osservo e tu ti accorgi del mio sguardo. Mi fai un cenno e capisco che vuoi essere seguita in vicolo; giunta nel vicolo guardi dietro per vedere se ti ho seguita; io sono lì; tu cominci a mostrare le tue gambe alzando la gonna e poi mi fai avvicinare. Sfiori il mio viso, ti tocchi il seno e porti la mia mano sulla tua spalla. Alzi ancor di più la gonna, ti avvicini e mi lecchi il collo, io ti sfioro le gambe con le mani. Ti giri e mi fai appoggiare da dietro al tuo corpo......
Mi accorgo che non ti sei accorta di me perché continui a parlare al tuo cellulare. Mi avvicino, facendo attenzione acché la mia ombra non dia via la mia posizione. Quando sono vicino ti trappo il cellulare dalla mano, mentre con l'altra ti prendo il retro del collo e ti spingo verso il muro del corridoio. Non urli perché dai molto valore alla tua privacy e qualcuno che si affaccia potrebbe riconoscerti. Rapidamente chiudo il tuo cellulare, me lo metto in tasca e ti metto una mano tra le gambe, sfiorando il buchetto del tuo sedere. Mi avvicino al tuo orecchio e di bacio il lobo "ora te lo infilo tutto nel sederino piccola". e premo il tasto di chiamata dell'ascensore. Mentre ti tengo ferma e gioco con il filetto del tuo tanga tirandoli indietro in modo che si inzuppi tra le labra della tua patatina sento il tuo respiro aumentare e sento che porti la nuca verso di me ma io sono lontano dal tuo corpo. Le porte dell'ascensore si aprono e tu hai un attimo di paura. E se uscisse qualcuno che ti conosce? Hai un attimo di esitazione, me ne accorgo dal fatto che smetti di respirare e giri di scatto la testa verso l'ascensore. Lo capisco, ho il vantaggio e lascio che il mio pollice violi la soglia del tuo sesso, spingendolo verso il basso. Le ginocchia cedono e riesco a spingerti nell'ascensore facilmente. Sei ancora di schiena ma sei in ginocchio al centro dell'ascensore. Lo blocco. siamo fermi tra i 7° e l'8° piano. Forzo e porte aperte e le fermo. Ti spingo nello spazio tra le porte contro il muro e tiro fuori il mio cazzo ormai turgido e ti infilo la rossa cappella in bocca. SOno eccitatissimo e vedere il mio membro sparirti in quella faccia così profumosa e vedere quei capelli ondeggiare mi portano subito su di giri. Ti prendo i laati della testa e te la spingo con un po di forza contro il muro che ne blocca la corsa. Il mio cazzo oramai fuori dalla tua boccuccia resta puntato verso la tua gola e con un colpo di reni lo reinfilo tutto dentro. Rapidamente riempio la tua cavità orale con tutto il mio desiderio mentre ti sento deglutire. Sei stata fantastica. Ti aiuto ad alzarti e ricomporti. Ti bacio profondamente conto la parete dell'ascensore aspettando che le porte si richiudano. Premo T e continuo a respirarti. Quando l'ascensore si ferma ti accarezzo la guancia e porto quella ciocca di capelli che regolarmente lascia la tua acconciatura dietro l'orecchio. "Vieni ti accompagno a casa" e ti porgo il braccio. Piove e corriamo lungo i cornicioni. Uno sprint fino alla macchina. Ti apro la porta e le tue gambe spariscono al suo interno. Chiudo la portiera e mi accingo ad entrare e mi accorgo di avere la lampo dei pantaloni ancora aperta. Arrivo alla mia porta e notando che stai guardando me attraverso il vetro mi tiro su la lampo. L'avevi notato eh... biricchina. Nel frattempo penso di essere uno degli uomini più fortunati di Roma per conoscerti e do un paio di gentili botte al mio pacco... "bravo, sei stato bravo." Apro la portiera e mi asciugo gli occhiali. Metto in moto, accendo la radio e una soffusa musica blues accompagna noi due che scivoliamo nel traffico della città sparendo. R
Ti osservo mentre arrivi all'appuntamento, io ti sto aspettando davanti ad un ristorante elegante; è sera, i tuoi passi sono lenti ma decisi, carichi della tua consapevole passione, un viso felicemente disteso che sprizza energia attraverso i tuoi occhi; già, i tuoi occhi, ogni volta che si fissano su di me è come se tutto il resto non esistesse.
RispondiEliminaCi sediamo a tavola, qualche scambio di parole, poche ma incisive, in un mix di sguardi e gesti sensuali; prendiamo il menù con la curiosità reciproca sulle scelte di ciascuno, come per cercare di conoscerci anche attraverso il cibo, non vogliamo perdere nessun dettaglio, ci piace essere totalmente ricettivi, aperti ad ogni stimolo.
Io nel frattempo cerco di osservarti senza però infastidirti, cerco di carpire ogni tuo più piccolo dettaglio, di percepire ogni aspetto della tua immagine, come si osserva un bellissimo quadro d'autore.
Le luci in sala sono tenui, cominciamo a mangiare conversando di ogni cosa che ci viene in mente ed io continuo ad osservarti senza farmi notare; mi scuote il modo con cui porti la forchetta alla bocca, lentamente, con classe ed eleganza, mi lanci uno sguardo mentre la forchetta esce piano piano dalle tue labbra; io riesco a malapena a staccare il mio sguardo da te, poi però cerco di ricompormi e riprendo il controllo di me stesso.
Continuiamo a chiaccherare, il che mi permette di riprendermi un po'. Comincio a sentire caldo.
Facciamo un brindisi, alla felicità, alla libertà, alla vita vissuta nel presente.
Finiamo di cenare, stai camminando davanti a me verso l'uscita del ristorante, ed io non riesco a non immaginare il tuo corpo sotto l'abito che indossi così elegantemente, la mia immaginazione si arricchisce con lingerie di classe, provocante, mai volgare, scelta con minuziosa cura nei dettagli, come solo tu sai fare; ne fai quasi un'arte.
Passeggiamo per le vie di Roma e conversiamo ancora, ognuno delle proprie vicissitudini, senza però rendere pesante la conversazione, riuscendo a mantere quella leggerezza che ci sta accompagnando per tutta la serata.
Arriviamo così a casa tua, beviamo qualcosa, la conversazione si fa più confidenziale, ci scambiamo sorrisi, poi sguardi pieni di trepidante passione; io non resisto dal non posare i miei occhi sulle tue bellissime gambe sensuali e di nuovo mi balza alla mente l'immagine di te in lingerie, non riesco a togliermela dalla testa, vado matto per la lingerie elegante.
Pian piano, mentre conversiamo, i nostri corpi si avvicinano, senza che ce ne accorgiamo, e cominciamo a percepire più intensamente l'erotismo e la passione; ci diamo reciprocamente sguardi fugaci alle labbra, non riuscendo a nascondere il desiderio di toccarle, e presto accade... il contatto delle labbra è sottile ma intenso, inizialmente le sfioriamo più volte, intervallando ad ogni contatto sguardi ravvicinati colmi di desiderio; ti guardo negli occhi, percepisco il tuo respiro di donna, mi fa impazzire, oramai non resisto più, è troppo per me, non posso controllare un desiderio così forte; cerco di conservare la delicatezza che mi distingue e inizio a baciarti lungamente sulle labbra e poi sul collo, sempre mantenendo in contatto le mie labbra con la tua pelle vellutata e profumata...
Vincenzo
ti immagino scendere le scale; io ti osservo e tu ti accorgi del mio sguardo. Mi fai un cenno e capisco che vuoi essere seguita in vicolo; giunta nel vicolo guardi dietro per vedere se ti ho seguita; io sono lì; tu cominci a mostrare le tue gambe alzando la gonna e poi mi fai avvicinare. Sfiori il mio viso, ti tocchi il seno e porti la mia mano sulla tua spalla. Alzi ancor di più la gonna, ti avvicini e mi lecchi il collo, io ti sfioro le gambe con le mani. Ti giri e mi fai appoggiare da dietro al tuo corpo......
RispondiEliminaMi accorgo che non ti sei accorta di me perché continui a parlare al tuo cellulare. Mi avvicino, facendo attenzione acché la mia ombra non dia via la mia posizione. Quando sono vicino ti trappo il cellulare dalla mano, mentre con l'altra ti prendo il retro del collo e ti spingo verso il muro del corridoio. Non urli perché dai molto valore alla tua privacy e qualcuno che si affaccia potrebbe riconoscerti. Rapidamente chiudo il tuo cellulare, me lo metto in tasca e ti metto una mano tra le gambe, sfiorando il buchetto del tuo sedere. Mi avvicino al tuo orecchio e di bacio il lobo "ora te lo infilo tutto nel sederino piccola". e premo il tasto di chiamata dell'ascensore. Mentre ti tengo ferma e gioco con il filetto del tuo tanga tirandoli indietro in modo che si inzuppi tra le labra della tua patatina sento il tuo respiro aumentare e sento che porti la nuca verso di me ma io sono lontano dal tuo corpo. Le porte dell'ascensore si aprono e tu hai un attimo di paura. E se uscisse qualcuno che ti conosce? Hai un attimo di esitazione, me ne accorgo dal fatto che smetti di respirare e giri di scatto la testa verso l'ascensore. Lo capisco, ho il vantaggio e lascio che il mio pollice violi la soglia del tuo sesso, spingendolo verso il basso. Le ginocchia cedono e riesco a spingerti nell'ascensore facilmente. Sei ancora di schiena ma sei in ginocchio al centro dell'ascensore. Lo blocco. siamo fermi tra i 7° e l'8° piano. Forzo e porte aperte e le fermo. Ti spingo nello spazio tra le porte contro il muro e tiro fuori il mio cazzo ormai turgido e ti infilo la rossa cappella in bocca. SOno eccitatissimo e vedere il mio membro sparirti in quella faccia così profumosa e vedere quei capelli ondeggiare mi portano subito su di giri. Ti prendo i laati della testa e te la spingo con un po di forza contro il muro che ne blocca la corsa. Il mio cazzo oramai fuori dalla tua boccuccia resta puntato verso la tua gola e con un colpo di reni lo reinfilo tutto dentro. Rapidamente riempio la tua cavità orale con tutto il mio desiderio mentre ti sento deglutire. Sei stata fantastica. Ti aiuto ad alzarti e ricomporti. Ti bacio profondamente conto la parete dell'ascensore aspettando che le porte si richiudano. Premo T e continuo a respirarti. Quando l'ascensore si ferma ti accarezzo la guancia e porto quella ciocca di capelli che regolarmente lascia la tua acconciatura dietro l'orecchio. "Vieni ti accompagno a casa" e ti porgo il braccio. Piove e corriamo lungo i cornicioni. Uno sprint fino alla macchina. Ti apro la porta e le tue gambe spariscono al suo interno. Chiudo la portiera e mi accingo ad entrare e mi accorgo di avere la lampo dei pantaloni ancora aperta. Arrivo alla mia porta e notando che stai guardando me attraverso il vetro mi tiro su la lampo. L'avevi notato eh... biricchina. Nel frattempo penso di essere uno degli uomini più fortunati di Roma per conoscerti e do un paio di gentili botte al mio pacco... "bravo, sei stato bravo." Apro la portiera e mi asciugo gli occhiali. Metto in moto, accendo la radio e una soffusa musica blues accompagna noi due che scivoliamo nel traffico della città sparendo.
RispondiEliminaR